Austria 2003

Bike in Austria , lungo la pista ciclabile del fiume Drava (Drau) 
 
 Mappa generale 
 
 
 Mappa prima tappa
 Treno-bici
 Download
Testo integra- le in formato Acrobat
 
Screensaver dei MaiStraki in Austria
 
a cura di Pierleopoldo Motta


MaiStraki in Austria:
Drau fahrad 2003 - Pista ciclabile del fiume Drava

Sabato 31/05/2003 VERONA

Stiamo per partire per l'Austria per la consueta gita primaverile in bici dalla Stazione Ferroviaria di Verona/Porta Nuova da dove il treno delle 07,45 porterà uomini, bici e bagagli, fino a Dobbiaco.
Enzo Tommasi, sul posto dall'alba ("il treno non aspetta nessuno!");
Paolo Turri, col ciuffetto alto. Tangibile dimostrazione di aver perso le 2 migliori ore di sonno.
Ezio Tezza, con la fedelissima bici del fratello Gigi: infernale aggeggio meccanico che non si vuole accoppiare con le borse portabagagli;
Pieromotta, puntuale a dispetto di quanti gli avevano già giocato contro.
Paol... dov'è Paolo Castagna? Tom accende un'altra sigaretta e pesta rabbiosamente il selciato lanciando balenanti occhiate all'orizzonte e all'orologio...Il buon Paolino arriverà entro i trenta secondi sufficienti per lanciarsi in treno, con agile scioltezza da pendolare.
Il gruppo "www.maistraki.com" sale sul treno delle 07:45, aggancia le bici nell'apposito vano-motrice (ne contiene 7 appese e tre a terra) e siede tutto vicino come una cucciolata.
Cambiamo treno a Fortezza (ore 10,10) e arriviamo a Dobbiaco alle 11,20.

 

 

31/05/2003, sabato, Dobbiaco - Lienz, Km 50
Secondo tradizione sbagliamo subito strada, discendendo un tratturo tra verdi prati. Siamo già nel bacino idrografico della Drava che nasce in Italia e si sviluppa in Austria, verso Est, fino a confluire nel Danubio. Al primo boschetto ci travestiamo da ciclisti con le nuove divise "Circolo Unicredito Italiano"
. Attraversiamo una valle con paesi, case, torrenti, ponticelli, campi da pallone che sembrano usciti dal disegno fantasioso di un bimbo. Questo stile di paesaggio ordinato e pulito lo troveremo per tutto il viaggio.
A WINNEBACH-PRATO ALLA DRAVA m.1175, ultimo paese prima del confine, sostiamo al Gasthof Waldrast (con camere tel 0474.76758) e, ancora per poco italiani, mangiamo 2 pizze, 2 spaghetti, 1 panino!
Paolino legge la cartolina del Bar, e commenta: "e po' i dise che'l tedesco l'è dificile!! Dolomiten?... dolomiti!, Telefon?... telefono!, Zimmer mit dusche?... stanza con Duce!? (?)..."

Stiamo viaggiando in Austria nell'Ost Tirol, sotto un sole molto caldo. L'ampia pista asfaltata, lontano da strade automobilistiche, affianca il fondovalle del torrente Drava; talvolta tra boschi, altre tra verdissimi prati primaverili fioriti di ranuncolo, tarassaco, angelica... In prossimità di un ponte, ci dissetiamo ad una fontana con tavolo, panche e una stazioncina con attrezzi per ciclisti!
Il cielo ingrigisce, s'alza il vento ma non piove. Attraversiamo il ridente paese di Amlach che ci stimola a pernottare, ma richiamati dalla più grande ...LIENZ, vi arriviamo dopo 2 chilometri, alle 17,30. Lienz è contornata da imponenti monti con piccoli impianti da sci, alla confluenza del fiume Isel con Drau.
Ci sguinzagliamo alla ricerca della stanza per la notte e decidiamo per il Goldener Stern** (€68/5) (tel+43(0)4852 62192 www.tiscover.at/goldener.stern).
E' un'antica dimora di commercianti composta di due edifici separati da un cortile interno e comunicanti con porticati a volta, sul fiume Isel. Ha mantenuto molto dell'antico aspetto: legnaia, portoni, intonaci, quadri, mobili d'epoca anche nella stanza. Al curatissimo giardino provvede una magra signora in dindl.
Interessante, davanti al monumentale Municipio (Rathaus) un giardino di giganti piante grasse testimonianza che "questo è il SUD dell'Austria!". La serata si rianima alGasthof Neuwirt Lienz Schweizergasse 22 tel.04852 - 620101 con ottima tipica cucina tirolese, uguale per tutti, così non litighiamo sul prezzo. 


 

 
 
 Mappa generale 
 
 
 Mappa II tappa
 Treno-bici
 Download
Testo integra- le in formato Acrobat
 
Screensaver dei MaiStraki in Austria
 
 

01/06/2003, domenica, Lienz - Spittal, Km.80
Che gran dormita! Ezio, il gallo, segna il tempo. Dalla stanza 14 tombale silenzio!
Colazione nella stube in boiserie e alle 09:12 via in bici. Il cielo è azzurro, talvolta adombrato da grigie nuvole. Il percorso scorre in una valle più ampia accanto al Drava-Drau ora più largo.
La continua vicinanza dell'acqua, ispira il Turi che ripetutamente contribuisce personalmente al flusso. E dal poeta Tommaseo sorge spontanea e (fortunatamente) incompiuta la lirica:
"... E fu così che il Turi, sull'argin della Drava, fingendo di pisciare, mostrava la sua... "
Si riprende a pedalare per una breve dura salita verso LAVANT poi in una piana strada bianca di circa 10 km tra OBERDRAUBURG e DELLACH DRAUTAL.
Perdiamo la pista ciclabile in prossimità di un ponte ferroviario sul fiume. Dopo consulto torniamo sui nostri pedali (?), e attraversiamo la ferrovia con le bici a mano. La pista originaria trovavasi sotto il ponte, invasa dal fiume in piena. E in quel punto si narra che un uomo d'alta statura, chioma fulva, lo sguardo fiero tra due strette fessure, compiva l'eroico gesto, sul suo cavallo di ferro! Egli, a rischio della vita, guadava la via, invasa dalle procellose acque del Drava per ben 2 metri di lunghezza e 5 cm di profondità!
E' domenica pomeriggio e la gente scorazza in bici sulle piste, molti parapendii scendono dai monti a Sud, i paesani di PODERSACH, STEINFELD festeggiano in costume con banda, musiche e grigliate fumanti.
Il paese di Berg in Drautal si presenta con un ordine stupefacente. In una radura una casina in legno con a fianco un'artistica ricostruzione in legno dell'ARCANOAH alta 8/10 metri, più avanti un laghetto con casina su palafitta. Aumenta il caldo (comunque inferiore a quello italiano), aumenta la sete, fame, mal di culo...
Vicino a OBERAUACH (?) Ecco il miraggio! Lì dove un rivolo passa sotto la strada e scende verso la Drava, sta una casa-baracca in antiche grosse travi di legno. Centinaia di oggetti di lavoro dentro e fuori la casa (non ancora rubati!), un grande camino esterno in legno, una ponticello coperto e occupato da tre tavoli, dove ci sediamo e ordiniamo birra e trote ai ferri, che allevano lì, sotto i nostri tavoli (€58/5). Ci vuole un bel coraggio ad abbandonare quella frescura.
Siamo ormai a 5 km da SPITTAL e la pista corre sul versante destro della Drava ma alta a mezza costa. Passiamo vicino ad un castello che ospita il Museo Etnografico della Carinzia.
Arriviamo a SPITTAL alle 16:40 e troviamo ostello presso un'affittacamere in pieno centro accanto al bel parco della città e al castello Porcia (HAUS HUBNER Schillerstrasse 20 a-9800 Spittal tel +43 047 622112 huebner.spittal@aon.at - Ampie camere con bagno/ricca colazione - € 148/5).
Una rinfrancante doccia e una passeggiata per il centro, ma... manca il Turi! Le ultime notizie lo danno per stramazzato sul letto al secondo passo varcata la soglia.
Ceniamo ottimamente in un originale locale (€ 75/5) con fregi gotici in legno e quadri rappresentanti streghe orchi e delitti. Piatto misto per tutti (speck, arista, knodel, patate, birra ecc…), spariamo cazzate a ruota libera.

 

 
 
 Mappa generale 
 
 
 Mappa III tappa
 Treno-bici
 Download
Testo integra- le in formato Acrobat
 
Screensaver dei MaiStraki in Austria
 
 

02/06/2003, lunedì, Spittal - Villach, km 50
Sveglia, lauta colazione con vista su curatissimo giardino, carico borse, sosta alla stazione per le telefonate di rito. Decidiamo di abbandonare la pista del Drava per cercare un percorso più alpino, prendendo a nord in salita verso i laghi di MILLSTATTER, FELDSEE, AFRITZERSEE. Prevediamo una ripida salita di 7 Km. Nessuno teme, e il Turi provoca il gruppo con un perentorio "la salita non mi fa paura!". Poco dopo il 18% di dislivello indurrà al silenzio anche ai più loquaci.
Il lago di Millstatter è largo circa 1 Km, lungo 10, navigabile, piacevole.
Prosegue la salita fino a FELD dove, per la pioggia, ripariamo sotto un portico e pranziamo al sacco. Quando smette scendiamo al laghetto, molto grazioso, grande 2 volte piazza Bra', con derive che navigano con discreto vento. Il posto merita una visita. Ma al solito non basta il tempo! Qualcuno più avanti dirà la mitica frase "visto un lago, visti tutti" col desiderio di rendere tutto uguale per non avere più desiderio.
E' vero, non basta vedere. Quello che rende una cosa diversa dalle altre è l'esperienza che condividi con queste cose. Vedere è il primo, più superficiale dei sensi. Spesso ci accontentiamo e insistiamo sulla vista, perpetuandola con le foto. Di seguito altri sensi approfondiscono il contatto.
L'olfatto, il tatto, poi l'udito, il gusto. E dopo i sensi arriva il sentire dell'anima, il piacere interno. Ora tu sei il risultato di una nuova esperienza.
Qui credo stia il limite del visitare i luoghi. Se di un lago non cogli un'emozione, lo hai solo visto. Se di una chiesa (scrigno di secoli di una comunità) non studi i bassorilievi, l'hai solo vista.
Alla fine concordo che vedere interessa... solo un po'.
Proseguiamo per Afritzersee ma un rovescio ci inchioda per mezz'ora prima sotto un capannone di ghiaia e torba, poi in una fermata del Bus (corredata di panchine). C'è un po' di nervosismo tra le truppe. Si decide di proseguire anche sotto l'acqua pur di arrivare comunque ad un luogo ove dormire. Sarà il pomeriggio più duro. Poche piste ciclabili, pioggia, molta acqua sollevata dalle nostre ruote, via trafficata. Arriviamo a Villach, percorrendo per errore una tangenziale. All'APT del centro troviamo l'indirizzo di una pensioncina a 3 km di distanza sul Magdalene See. Riprende a piovere... Villacho satana immondo!!! Paolino si scassa per non aver dimorato in Villach centro. Alla fine siamo premiati. La casa che ci ospita - KATHOLNIG MICHAEL, S.MAGDALENER SEE, TEL 44192, Peter Melcher Strasse, Seepromenade - è molto ospitale, classica famigliola con bimbi, mamma artista che cuoce e vende ceramiche, prepara le camere e le colazioni. La finestra della stanza da su un laghetto grande come Piazza Dante, circondato da verde e Chalet, che ricorda ambienti ottocenteschi come la casa sul lago di Gustav Mahler, struggentemente romantico, pervaso di silenzio e immobilità.
Invece noi siamo immondi, fradici e con l'animo un po' provato: sarà questa la giornata più difficile per meteo, strade, ricerca albergo.
Dopo esserci ricomposti ed aver steso ad asciugare libri e indumenti (i sacchetti in nylon si sono rivelati poco efficaci) ci indirizzano a mangiare in una squallida trattoria accanto alla Posta. Ma entriamo: non si può mai sapere!
Lo strano e buffo omaccione che accoglie, serve e cucina si chiama Gerfried Hopf e ci sfama con piatti di buona qualità piuttosto ricercati, come la trota alle mandorle tostate - €. 69,40/5.
Gli siamo simpatici. Vuole essere simpatico ma, ahinoi, ad ogni battuta ci lancia delle poderose vampate di alito all'aglio concentrato. Tom non sa più come salvarsi dal dragAGLIO, che esibisce tutto il suo personaggio, le sue vacanze, i cimeli, un gran bottiglione con firme commemorative, foto e, dulcis in fundo, nel garage, una rossa e fiammante, spider Alfa Romeo duetto di circa 30 anni, perfetta! Ci fa sedere al volante, ci mostra il lindo motore... vuole che la vediamo nei particolari: ineccepibile! Di certo il luogo più squallido e meno "austriaco" del nostro viaggio, ma il personaggio più originale.


 

  
 
 Mappa generale 
 
 
 Mappa IV tappa
 Treno-bici
 Download
Testo integra- le in formato Acrobat
 
Screensaver dei MaiStraki in Austria
 
 

03/06/2003, martedì, Villach - Fusine (Tarvisio), km 70
Il mattino sveglia alle prime luci, salubre passeggiata attorno al lago, colazione, carico bagagli e ritorno verso Villach, in un solare e fresco mattino.
Si pedala nel verde ed ampio alveo della Drava fino alla città. Colloquiamo con un docile setter (cane!), entriamo nell'elegante centro storico, visitiamo la chiesa di St.Jakob. Al suo interno numerose lapidi tombali di signori armati fino ai denti la fanno sembrare un mausoleo alla nobiltà piuttosto che un tempio religioso. In un particolare bassorilievo si notano uomini e donne di potere pregare davanti alla crocefissione, impettiti, testa alta, in piedi.
Passiamo da Warmbad Villach (le antiche terme romane di Villach) ed un gentile ciclista ci guida alla pista ciclabile lungo il fiume Gail, attraverso un sottopasso ferroviario dove parte la ruota posteriore di Paolino, con plateale caduta senza danni.
Qui il sommo poeta Paulo, scosso e commosso, cantò, per memoria dei popoli, l'infausto gesto:

"la giovine età, l'irruenza, la poca esperienza gli impediron di ben valutar l'insidia e il fondo, e fu così che si spinse ad abbracciar la madre terra perdendo in un solo dì la tracotanza..."

Il percorso sull'argine del fiume è lungo e assolato e ci porta a fare merenda in un baretto di Arnoldstein (anonimo paese); poi via verso il passo del Tarvisio in lenta e assolata salita. A Coccau passiamo il confine Italia-Austria tra strutture doganali abbandonate e fatiscenti. Arrivati a Tarvisio, decidiamo di proseguire per un breve percorso in salita verso i laghi di Fusine; parco naturale che il Turi ha già raggiunto... IN AUTO!
La differenza si palesa presto. Ci aspetta una breve salita-infarto di soli 2,5 km, ma ripidissima.
I più validi si cimentano, attingendo alle residue energie, in una gara. Qualche passante ci compatisce (conoscono bene quel tratto!).
All'arrivo:
1° 0" il povero pensionato (ex impiegatino di infimo rango), battiti 119
2° 10" il giovin aitante... che aitar dovette sé stesso, battiti 150
3° 4'20" il "rilassato" Tom con mezzi pedonali e ciclistici (ogni santo aiuta), battiti 140
4° 5'10" il predicatore, ormai di soli rantoli, battiti 250
5° ... quinto... e infine quinto! ...del 5° si ignora la sorte!
Sorprendemmo il quinto, stravaccato 100 metri prima dell'arrivo, mentre si risollevava dall'aspra prova con merenda a base di cioccolata! (che poi immergerà nell'acqua del lago per fermarne la fusione). Raggiungeva il traguardo, dopo ripetuti richiami e rimproveri, dopo 13'05", battito 685.
Mentre i cronometristi danno i numeri, il Tom coglie il gruppo in un momento di grave debolezza, e ci convince a fare il giro del lago con la bici... a mano! Su di un percorso piano ma difficoltoso anche a piedi. L'ira dei defatigati è però sopraffatta da uno spettacolo di rara bellezza. Il laghetto inferiore di Fusine mozza il fiato per l'armonia, la quiete, i colori grigi e verdi elaborati dal cielo a tratti blu e grigio, il contorno di abeti e di montagne ancora innevate. Ci fermeremo spontaneamente più volte a contemplare questo spettacolo, nel silenzio della montagna. E non è solo quel che "vediamo" a rapirci, ma l'energia, la morbida luce, la pace che irradia. La spossante fatica appena fatta aiuta a cogliere questa magia e la forza del lago detta il suo linguaggio. "Visto uno..."
Spero che questi ambienti durino a lungo e che altri si lascino "attraversare" da essi.
Sulla riva opposta un idilliaco alberghino "Edelweiss" mi ha già convinto dove passare la notte! Avesse anche una sola "stella" ... troveremo le altre fuori dalla finestra! Un po' più alto, per un sentiero di cento metri nel bosco si arriva al laghetto Superiore di Fusine. E' più selvaggio e parla a noi animali, o indiani, o uomini... Inutili altre descrizioni.
Paolino scopre una colonia di girini. Quando nonostante il sole, grossi goccioloni punteggiano l'acqua, malvolentieri ci solleviamo dai pietroni della costa. Passiamo nei pressi di un enorme masso erratico che separa i due laghi: sarà largo venti metri ed alto di più.
Non riusciremo a dormire all'Edelweiss: è giorno di chiusura.
Scendiamo al paesino di Fusine dove dormiamo e mangiamo alla nuovissima pensione "Al Sole" Assolutamente nessuna distrazione nella contrada. Durante la cena decidiamo la chiusura di questa gita con partenza domani dalla stazione ferroviaria di Tarvisio.
km finali 375

4/6/2003, mercoledì, Ritorno a casa, Ore 08:00
In sei Km scendiamo alla stazione di Tarvisio Boscoverde. Sembra un'aeroporto: moderna, grande, organizzatissima, ...totalmente vuota!
Il bigliettaio arriverà cinque minuti prima del treno delle 10:57. Una cattedrale nel deserto fatta di pregiati marmi, legni e acciai. Con questo treno finisce la nostra gita. Avvicinandoci alla pianura, aumenta la temperatura, a cui non eravamo più abituati! Sostiamo, mangiamo e cambiamo treno a Mestre (ore 14:43), poi Verona.
Tornando in treno raccolgo dai partecipanti qualche pensiero scritto in libertà... e riporto:

"SVEGLIA MATTUTINA
Tour in 4 tappe (e 4 notti), caratterizzato oltre che dalla fatica degli ultimi 2 giorni, dalla sveglia ad orari impossibili. L'iperattività di alcuni membri della spedizione ha costretto il povero Castagna a risvegli impensabili prima della pedalata. Inoltre la vanità di qualcuno ha portato a "sequestri" del bagno di quasi mezz'ora." - Paolino Castagna

"Scrivo queste due righe quando il viaggio si sta quasi concludendo e attraverso i finestrini del treno vedo una parte d'Italia che non conoscevo.
L'Ostirol e la Carinzia ci hanno accolto a braccia aperte. Ne abbiamo ammirato la natura conservata con grande rigore e le città pulite, graziose e ordinate. Qualcuno di noi ha osservato che questo ordine quasi maniacale ci ha condotto, nella storia, a situazioni spaventose.
Per finire mi piace ricordare il momento, immortalato in una foto, in cui abbiamo attraversato il confine al rientro in Italia. Questo confine è abbandonato e le costruzioni adibite a dogana sono quasi fatiscenti. Non molti decenni fa, per la difesa di questi confini morirono e soffrirono centinaia di migliaia di uomini. Ora rimane solo una linea rossa.
Non dobbiamo dimenticare." - Ezio Tezza

"Le nuove divise, dai colori cangianti, sembrar li facean a dei tori fumanti
In sella alle bici, i bei sguardi fieri, dell'Austria si miser a girare i sentieri
Lasciati in Italia i loro paeselli, a scoprir si accingean i posti più belli
Il Motta davanti, cartina alla mano, spronava i ragazzi, andiam troppo piano
Fu allora che il Turri, con scatto fulmineo, si mise alla testa su un bel rettilineo
Ma in quel di Fusine, sull'erta del lago, crollò sulla bici, lo sguardo ormai vago
E dissi ai compagni, sul prato riverso, mi sa che quassù il giro l'ho perso" - El vecio Turi