Dal sud della Repubblica Ceca a Dresda (Germania)

 

23/05/2008 Verona – Ceské Budejovice in auto (km. 695)

Enzo, Ezio, Giampaolo, Paolino, Pierino e Stefanorso. Alle 04,03 carichiamo bici e bagagli su due auto, e alle 04,45 via a Nord per l'autostrada del Brennero. Perdiamo un'ora in colonna a Vipiteno per un incidente, valichiamo il Brennero, quindi il “Ponte Europa” (eur. 8,00 + vignette per 10 gg. a Euro 7,90), sotto una pioggia battente, con un'anomala temperatura di 11° , per raggiungere un modesto autogrill austriaco. Il viaggio riprende liscio; peraltro il freddo o la pioggia ispirano Ezio a frequenti soste pipì (forse sta “passando le acque” e quindi gli vietiamo di bere fino all'arrivo). Il tempo migliora dopo Innsbruck, costeggiamo il Chiemseee, Salzburg, Linz, fino ad arrivare a Freistadt per puntare erroneamente ad Est per 30 km per lieve demerito di ... chi non aveva nemmeno la mappa! Stiamo effettivamente viaggiando alla “ceka”; ritorniamo indietro e puntiamo finalmente a Nord sulla E65 fino a superare il confine Sud della Repubblica Ceka a Dolni Dvonstè. Seguiamo la strada 163 fino a Lipno na Vultvou sul lago dove nasce la Moldava (Vltava). Ma la nostra meta è più a Nord, dunque seguiamo la bella strada 160 lungo la Moldava, frequentata da numerosi canoisti e ciclisti, fino allo storico paese di Cesky Krumlov (h. 15,30). Pur stanchi per il viaggio, durato più di 10 ore, non rinunciamo alla visita di questo gioiello di paese, arroccato sui colli circondati dalla doppia “s” del fiume. Riprendiamo la strada verso il nord fino a Ceskè Budejovice e prendiamo alloggio all'Hotel Savoy per Kc 4.600 (circa 184 eur in sei). Anche questo paese ha “la piazza più grande d'Europa”; ne prendiamo atto e, dopo aver apprezzato l'architettura del posto ceniamo al Cafè U Sebestu a Kc. 2065 (eur.80 !!!) per birre, bistecche, crauti in giusta quantità.

 

 

24/05/2008 Ceske Budejovice – Zvikovske (Km. 79,3  - ondulati)

Scaricate le bici, parcheggiate le auto in strada, vicino a un posto di polizia (come antifurto naturale) iniziamo la nostra pedalata inoltrandoci in una campagna molto bella e ondulata, su strade poco trafficate, tra campi verdi di cereali e gialli di ravizzone in piena fioritura. Il fiume lo incrociamo solo in brevi tratti, poiché il percorso si snoda prevalentemente tra le colline che lo attorniano, con continui e lunghi saliscendi che, pur abbastanza dolci, richiedono un certo impegno. Per fortuna il tempo è sereno e la temperatura fresca ci aiuta nella pedalata.

Percorso: Ceské Budejovice (105) - Hluboka nad Vitavou (146) - Zàmosti (sx Nord) – Ponesice - Kostelec - Porezany - Horni Knezeklady - Dobsice (147) ovest , Tyn su Vltava (dove facciamo merenda in un baretto lungo il fiume in cui si svolge una gara di canoe) - Ponte (159) - salita Neznasov - Albrectice nad Vltavou Nord (138) – Udraz – Chrestovice – Zahori – Vlastec – Oslov - Zvikovkè Podhradi.

Ci fermiamo alla Penzion U Rejdare, la cui insegna luminosa “hotel costoso”, che doveva spaventare i “perditempo”, con noi non funziona abbastanza. Il posto è caratteristico, con camere mansardate, una piscina bio, bagno Jacuzzi in giardino, due asini oltre lo steccato e sei all'interno. Ceniamo con un ottimo goulasch servitoci in un calderone posto vicino al tavolo, con abbondante birra. I gestori sono giovani intraprendenti che hanno girato il mondo e che desiderano affermarsi in una stato che ritengono assonnato. Prezzo di vitto e alloggio kc. 9.300 (euro 370)

 

 

25/05/2008 Zvikovske – Rabyné di Slapy nad Vltavou (Km. 105 circa ondulati, con dislivello stimato in 1500 m.)

Ci risvegliamo in una giornata soleggiata e dai colori vividi, coccolati da un'ottima colazione. Visitiamo il castello che si trova nella lingua che separa la confluenza dei fiumi Vltava e Otava, per poi riprendere il percorso verso est per la strada 121, quindi a Nord, per strada secondaria, verso Sobredraz, quindi verso nord-ovest in direzione di Orlik nad Vltavou. La temperatura sale fino a 25°, sale anche la strada e continua a scendere per poi risalire ( ricordiamo in particolare una terribile discesa di 5 km in granitico porfido). Attraversiamo poi Lety, Kozarovice, Chrasticly (4), verso Nord-ne Pecice.

A Bohostice incontriamo ancora il pavè, a Dolni Lisnice una diga imponente, a Milesov un gagliardo mietitrebbia, quindi passiamo per Krasna Hora, Knanykk nad Vltavou, affrontiamo una lunga discesa fino al ponte sulla Vltava, che qui si allarga formando un lunghissimo lago navigabile. Ci meritiamo quindi una merendina al bar mentre si svolgeva il GP di Montecarlo di F1, distratti dalle tettone della cameriera, peraltro sotto la stretta sorveglianza della madre. Le ceke conoscono solo la loro lingua e la comunicazione gestuale si riduce all'essenziale. Con 186 Kc (8 euro) prendiamo 6 birre, 3 patatine, grissini, cioccolato; si risale in bici, affrontando una salita dura (Stefano accusa lo sforzo e lamenta dolori ventrali che richiedono una sosta tecnica, che conclude sdraiato in panchina). Per continui saliscendi proseguiamo per Obory (.. le discese ardite e le risalite), Necin, Borotice, Chotilsko, scendiamo a un lago, Cim, prendiamo la strada 301 in direzione di Slapy.

A Slapy non troviamo aperto nè albergo né B&B, optiamo quindi per esplorare l'altra sponda del fiume; la stanchezza è notevole, c'è caldo, Turri e bici crollano avvinghiati sull'erba. Sono ormai le 19 e già ci immaginiamo di dover trascorrere la notte all'addiaccio. I nostri due migliori esploratori (Paolin e Benetton) si lanciano sull'erto colle alla ricerca di un giaciglio. Li diamo ormai per dispersi, ma arriva la buona novella; dopo mezz'ora gli arditi ci illuminano di speranza perchè il posto c'è, ma bisogna guadagnarselo a spinta su una ripidissima salita, fino al villaggio di Rabynè. Un autentico agriturismo! Il fattore è un ex emigrante in Germania (Ing. Jan Žižka) che parla tedesco, mentre la moglie gesticola sorridente ... è la nostra benefattrice. Nell'ambiente agreste, oltre il pollaio, parcheggiamo le bici tra conigli che risvegliano pensieri culinar; ci lecchiamo i baffi, ma sono troppo giovani per la pentola.

Sembra che lì non si mangi, ma, mentre stiamo per incamminarci disperati verso il paese, riappare la signora che ha improvvisato un vassoio di pane spalmato di patè, dell'ottimo lardo, del buon formaggio, una ciotola di cipolle pel Turi, e birra birra birra. I cechi ne sono grandi produttori nonchè consumatori, e, se loro sono ceki, noi non siamo sordi al richiamo!

Nella quiete agreste del luogo, sul prato, divoriamo il pasto frugale ma graditissimo, e via a letto (uno, a caso, è talmente stanco da non farsi la doccia e da cacciarsi sotto le coperte ancora vestito da ciclista con maglia rossa, spolverino e scarpe). Good night. penzionzizka@centrum.cz



 

26/05/2008 Zizka – Kralupy (km. 89 - dalle 09,20 alle 18,45)

Ci svegliamo nel fresco mattino, sul colle, con le galline che ci guardano oltre la rete. A sorpresa la nostra paciocchina signora arriva carica di cibi e prodotti locali. Salse, pane, marmellata, numerose birre, un pentolone di wurstel caldi, latte, caffè in abbondanza! W la campagna! Mentre il Turri si fa una sciarpa di wurstel (tutto fà spettacolo) ci informiamo sulla strada più breve, che tuttavia, dovendo passare attraverso un bosco, si rivelerà impervia.

Attraversando a ritroso la diga torniamo sulla sponda sinistra del fiume, scendiamo le scale e ne seguiamo la riva. La Vltava è idilliaca, incassata tra alte sponde rocciose e un fitto bosco fluviale, con molte case di vacanza in legno. Dopo circa un chilometro dobbiamo spingere le bici nella boscaglia per risalire (circa m. 200 di dislivello) l'alta sponda. Quindi affrontiamo una strada forestale per arrivare alla principale (102) e al paese di Stechovice. Scattiamo delle foto lungo il fiume e arriviamo a Zbraslaw; il traffico si intensifica e ci innervosice. Ci stiamo avvicinando a Praga su strade più caotiche e siamo costretti a girare a sx sotto l'autostrada; arriviamo a Radotin e, dopo una pausa, affrontiamo un “cul de sac” su una penisoletta sul fiume (Cisarskà louka) e infine entriamo nella città di Praga.

Facciamo una rapida visita della città, un pò a piedi e un pò in bici, che ci riserviamo di approfondire al ritorno da Dresda; usciamo da Praga con qualche difficoltà, attraversiamo il quartiere di Troja tra prati e centro sportivi, proseguendo sulla sponda dx del fiume, su strada sterrata con porfido. Uno studente locale, che parla bene italiano, ci sconsiglia il sentiero lungo il fiume, stretto e pericoloso, ... e quindi noi lo percorriamo! Avanti, pur rischiando più volte di finire a bagno scivolando dalla sponda angusta, affrontando il tratto tra Husinek e Libcice. Ci rifocilliamo, sotto un sole gagliardo, in un bel baretto con giardino e quindi proseguiamo lungo il fiume fino a Kralupy nad Vltavou, prendendo alloggio nell'Hotel Sport 2, di pretta architettura squadrata/filosovietica (4200 Kc + 120 Kc per parcheggio bici). Meritata doccia e a seguire ricerca dell'ambiente per la cena serale; dopo vari tentativi, spesso abortiti, scegliamo un "tipico" ristorante cinese.

 

 

27/05/2008 Kralupy – Usti nad Labem (km. 104,16 - finalmente siamo precisi)

ll risveglio viene confortato dalla colazione, consumata sotto la stretta sorveglianza di una rocciosa caposala, che, scopertici ad occultare svariati panini ben confezionati, ci intima perentoriamente di consumarli in loco. Sazi all'inverosimile, partiamo. Dopo breve tratto lungo il fiume riempiamo le borracce con opportuna aggiunta di squisite pastiglie vitaminiche effervescenti: clamorosamente la borraccia del Turi non regge la pressione e zampilla copiosamente innaffiando il polpaccio del sopracitato. Fiancheggiamo un bel castello, commettiamo il classico errorino di percorso e tosto rimediamo imboccando, per scelta tattica, un ponte chiuso alle auto, raggiungendo una villa campestre (Veltrusky pavillon). Passiamo poi sotto l'autostrada e, con bici in spalla, attrversiamo il fiume su un ponte del metanodotto, raggiungiamo Luzec nad Vltavou tra prati fino alla confluenza della Vltavou nell'Elba, sotto Melnik. Quindi Horin, percorriamo la statale lungo il fiume per 5 km fino a Dolni Berkovice e di buona lena per altri 5 km fino a Horni Pocaply, di fianco a una centrale elettrica, quindi a Hnevice, commettiamo il classico errore di valutazione cartografica, confortati da un caldo boia. Dopo alcune peripezie e qualche segnale di nervosismo del perito cartografo, che minaccia le dimissioni immediate e senza liquidazione, raggiungiamo la sperduta Dobrin con provvidenziale bevuta riparatrice al bar dei lavoratori (kc 298), consistente in 6 birre, 3 lemonsode, 6 gelati, alcuni sacchetti di patatine, il tutto servito da un'ostessa volonterosa. Rotta su Roudnice, attraversamento di un ponte per affrontare il lato dx del fiume, attraversamento di Kresice fino alla significativa cittadina di Litomerice, con altra pausa ristoratrice in un Internet cafè nel parco a fianco della ferrovia; quindi strada sterrata fino a Usti nad Labem (un primo tentativo di alloggio al centro sportivo con camerate di stampo socialista fallisce miseramente) e si arriva all'Inter Hotel Boemia, anch'esso in vero stile del socialismo reale, con stanze non molto decorose, docce valide anche per i lavandini. Infine la meritata cena in una discreta taverna.

 

 

28/5/2008 Usti nad Labem – Decin – Dresda (km. 86)

Dopo una generica colazione, tuttavia allietata dalla vista di varie fanciulle nella hall, attraversiamo l'ennesimo ponte sull'Elba per Decin, da dove parte una nuova pista ciclabile (decorata con cura) che attraversa il confine con la Germania; incontriamo il primo paese dell'ex DDR (Bad Schandau, la cosiddetta “Svizzera tedesca”), passiamo sulla riva dx dell'Elba, manchiamo un primo passaggio con traghetto, quindi siamo costretti ad attraversare un bel bosco in costiera spingendo a tratti le bici e scendiamo in discesa nel bosco sino al traghetto. Nei dintorni di Pirna ci confortiamo con una bevuta di birra in bar finto caraibico (con sabbia); a sorpresa la maglia nera (el Turi) scatta in fuga verso Dresda, appoggiato e sostenuto e fiancheggiato dal fido Paolino; la fuga-bidone del Turi clamorosamente ha successo proprio nella tappa finale e quindi il troppo a lungo sottovalutato longilineo passista di Tomba si aggiudica tappa e giro, trionfando sotto il Ponte Augusto di Dresda. Dopo qualche sbandamento nella ricerca di alloggio, troviamo il delizioso e romantico Hotel Kipping (vicino alla stazione), in una vecchia villa ristrutturata (€ 255 per 3 doppie con abbondante e ottima colazione) www.hotel-Kipping.de Dopo una visita alla splendida città, ci concediamo la meritata cena in un "tipico" ristorante spagnolo (Las Tapas) a € 160.



 

29/5/2008 Dresda – Praga in treno

Il facimento-biglietti per il percorso in treno da Dresda a Praga richiede circa 2 ore di estenuanti trattative (€ 96,90 il biglietto per il gruppo + € 24 prenotazione posti + € 60 per le bici: totale di € 180,90 per la bellezza di 19 biglietti, più altrettanti annullati). A Praga si alloggia in appartamento (Venceslas Apartments, 36) www.apartmentsstarek.cz grande ma un pò in disarmo, letti non all'altezza, bagni poco decorosi. Ricca e caratteristica cena nel ristorante U Pinkasu (Kc 942) e, successivamente, spiacevole borseggio con destrezza (ahia, le grandi città).



 

30/5/2008 Praga – Ceskè Budejovice in treno

Da Praga Stazione (piuttosto decrepita) ci imbarchiamo sul treno senza problemi per Ceskè Budejovice al prezzo di 922 Kc.

Arrivati a Ceskè, carichiamo le bici sulle auto e ci concediamo un pranzo ceko risolutivo, con le ultime birre Budweiser; a seguire spendiamo gli ultimi denari ceki (i cosiddetti “copechi” per il buon Turi) al supermercato, in generi più o meno inutili; rientriamo poi, via Austria, a casa sotto la pioggia, riflettendo sul tempo splendido che ci ha accompagnato nel giro ciclistico.



  

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