Olanda 2002

Bike in Olanda, anno dell'introduzione dell'Euro, nella terra dei mulini a vento (... e acqua)
 
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Screensaver dei MaiStraki in Holland
 
a cura di Pierleopoldo Motta


 
24/05/2002, venerdì
Sono le 20,00, con bagagli e bici ci impacchettiamo nel capiente monovolume del Turri.
Viaggeremo tutta la notte, prevalentemente in autostrada, via Brennero, Austria, Germania, per arrivare ad Amsterdam domattina. Passata la frontiera facciamo benzina e comperiamo il biglietto autostradale Austriaco (€ 6) che vale 10 gg, quindi paghiamo il pedaggio del Ponte Europa (€ 7,95).
Ci incasiniamo nello svincolo a Sud di Innsbruck, proseguiamo verso ovest, usciamo a Telfs e sulla lenta ma piacevole statale del Fehrnpas (m. 1209) arriviamo fino a Fussen.
Da qui sarà tutta autostrada (gratuita) fino a destinazione.
Facciamo 2 pieni di Benzina: la più economica è quella austriaca.
Paolo, Piero, Enzo si alternano tra la guida e il sonno. Ezio, valido navigatore, non dormirà mai!

25/05/2002, sabato Germania - Olanda
Con l'alba si svela il bel paesaggio collinare, ampio e continuo della Germania.
Le associazioni: "mattino-cappuccino, baretto-cornetto" si impastano con abbondante salivazione.
Ad Arnhem (siamo ormai in Olanda) la cordata-cappuccino si consolida. Usciamo quindi dall'autostrada diretti al "primo bar del primo paese che capita". Ma... la colazione all'italiana rimarrà una fantasia. Qui ognuno mangia a casa sua. Di giorno lavorano, la sera si svagano, quindi i bar aprono il pomeriggio!
Attraversiamo il giovane e verde National Park de Weluweelzoom a nord tra Arnheim e Alpendoorn. Quindi il villaggio di Loenen, molto grazioso.
Queste prime due "immagini" (parco-campagna e villaggio) sintetizzeranno le caratteristiche generali dell'Olanda.
E' difatti un territorio molto omogeneo, verde, pulito, con case della medesima linea che sembrano uscite da un racconto dei Grimm, giardini curati, strade ben mantenute, piste ciclabili ovunque, carrozzabili strette. Gli animali regnano sovrani, tranne i suini che, essendo "maiali", inquinano le falde acquifere. Le case sono piccole, prevalentemente in mattoni, su due piani senza cantina, con tetto a falde spioventi. Al piano terra una porticina e una grande finestra, al piano superiore due finestre. Non esistono cancelli e cancellate varie, un muretto basso basta a delimitare la proprietà.
Gli abitanti hanno tempo di spostarsi con la bici, di darti informazioni in una lingua che non è la loro. L'inglese è noto a TUTTI.
Nelle cittadine ci sono le fermate Bus con i porta-biciclette e sotto le pensiline ci sono tre sedili, la mappa della città con le linee e gli orari dei Bus, e i servizi vari cittadini.
Queste pensiline ci salveranno più volte dai frequenti rovesci di pioggia.
E la famosa colazione? Puntiamo delusi su Amsterdam: ecco un comodo parcheggio in Oude Shan, in centro città, sulla riva di un canale con house boat, sotto le piante.
Parcheggiamo un po' traversati, preoccupati solo che qualche olandese furbetto possa fregarci bici e bagagli. Non vediamo il parchimetro dietro le nostre spalle. Al ritorno troveremo una ganascia gialla + biglietto: "telefonami, vengo entro mezz'ora, paghi la multa, ti sganascio (in faccia) la macchina, sei libero di andare o restare fino a sera".
Amsterdam: città di vecchie bici legate con doppie catenone antifurto, case monumentali, gallerie d'arte (che noi non sopportiamo) e, miraggio! ...un coffee shop! Lì faremo la nostra colazione. Sembra stiano riassestando il locale dopo una lunga nottata. Pareti scure, due giovani che si arrotolano del fumo, due graziose bariste che ci preparano un moooolto liquido caffè e ci invitano a non esagerare con la focaccia di erba... marijuana!
A questo punto non resta che andare a vedere le famose "vetrine". Tisc! Ma sono donne bellissime, sorridenti, ammiccanti. Ma perché solo pagando ottieni tutte queste belle cose?
El vecio Turi rimane rapito da una indonesiana (?) tutto tondo, e poi da una brunetta con un sorriso irresistibile, e poi... basta! Avantiiiii... siamo solo al primo giorno!
Comprato il pane al mercato, facciamo il tour in battello tra i canali della città. Interessantissimo!
Turiiii? ronf!, ... Enzooooo? Ronf! ... Ezioooooooooooo? runf!
Abbiamo la sensazione di galleggiare nell'acqua e nell'aria, di svenire per la fame e la stanchezza della nottataccia... o che siano gli effetti tardivi della focaccia? Primo forte acquazzone olandese e ritorno all'auto. Partiamo per Zandvoort (un tempo pista di Formula 1) ad Ovest in riva al Noordzee.
Trascorreremo la notte nella pensioncina di due taccagni anziani (Nordzee Hotel), in camere singole, senza colazione, con "cesso-doccia fredda" in corridoio (€ 104,40).
Ceniamo in un bistrot con piatti tipici. Israeliani.
Questo sarà il primo di vari pasti "non olandesi".

Il MaiStraki group alla partenza, in Olanda
Piero Motta
Il MaiStraki group visitano un mulino a vento

  
 
 1° tappa 
 
km 56: Zandvoort - Egmond aan de hoef
 2° tappa 
 
km 116: Egmond aan de hoef - De Koog, isola di Texel
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26/05/2002 domenica Zandvoort - Egmond aan de hoef, km. 56
Mattino frizzante. Il tempo incerto ci induce ad ipotizzare una cauta gita ad anello nei dintorni, ma alla fine si va verso Nord! In questi 4 giorni seguiremo la costa ovest del mare del Nord fino all'isola di Texel, poi ad oriente fino alla grande Diga dell'Ijsselmeer, quindi a Sud lungo la costa orientale fino ad Amsterdam e Zandvoort.
Parcheggio a Bloemendal. Prepariamo le bici con le grandi borse blu offerteci dal Circolo Dipendenti Cariverona. Indossiamo l'indispensabile spolverino, meglio se in Gore e con Windstopper! La temperatura (tra i 10 e i 20 gradi), la pioggia frequente e il vento continuo lo impongono.
Primo giro in tondo su e giù per le dune, poi a nord fino a Ijmuiden, dove dal Noordzee penetra il grande Noordzee Kanal, navigabile fino ad Amsterdam.
Ampia vista sul mare, verso il faro e sulle fortificazioni tedesche.
Velsen. Sbagliamo strada e finiamo a Wijk aan Zee.
Tornando ci rifugiamo dalla pioggia in un sottopasso.
Gli olandesi affrontano la pioggerellina con indifferenza, senza cappello, ombrello, anche in bici.
Beverwijk: campagne, mucche, galline, anatre, quanti animali! Quante fattorie!
Heemskerk spuntino on the road dal Patatolog, mentre fuori si scatena l'inferno d'acqua. Patatine fritte, birra, panino con WURSTEL.
Castricum. Egmond binnen. Acquazzone. Ripariamo in una pensilina bus. Un'anziana coppia locale ci da indicazioni sulla strada. Ripartiamo e dopo mezz'ora, sotto un altro violento acquazzone, ci lanciamo in una casetta con "Kameras" di Egmond aan den hoef. Abbiamo percorso 56km.
Siamo fradici e stendiamo tutto il contenuto dei borsoni sui radiatori caldi: che conforto! Erano così bollenti che il Turri ha abbrustolito i "bikepantaloni" Cariverona. La temperatura in questo paese è sempre di almeno 5 gradi inferiore all'Italia, il cielo più limpido, spesso attraversato da nuvolosi, con forte vento prevalentemente da ovest.
Finisce di piovere. Qui il maltempo non dura molto.
Verso le 18 passeggiata a Egmond aan zee, che dista 1km e visita al cimitero. Una duna di sabbia sovrastata da un monumento commemora i caduti del mare; ogni volta che affondava una nave una lastra di marmo si riempiva di nomi.
Vediamo un residuo del vecchio mulino a vento "Koffiemolen", con tetto in paglia, ora trasformato in modesta abitazione.
La sera ceniamo in una birreria vicina alla nostra pensione. Il luogo è semplice e bello, con legni, antiche foto del paese, candele sulle finestre, conchiglie. C'è una magica e rilassante atmosfera, una melodiosa musica (blues, swing), e una gentile vecchiotta che ci cucina spiedini di pollo e manzo con patatine e birra.
L'auto è ormai lontana. E' rotto il cordone ombelicale con le sicurezze, e ci sentiamo finalmente cicloesploratori.

 

27/05/2002 lunedì Egmond aan de hoef - De Koog, isola di Texel, km 116

Lauta colazione servita da una sorridente olandesona bionda. Intaschiamo anche un panino per la giornata, anche se Piero sostiene che potrebbe anche non mangiare per 3 giorni. Mattino soleggiato. Si parte per Bergen. Attraversiamo un bel quartiere residenziale, con un ampio prato popolato da cigni, anatre, struzzi, capre, pavoni bianchi, daini e uccelli selvatici abusivi.
Pioggia. Schoorl, Groet, Petten, Callantsoog. Sospinti da un forte vento favorevole, stiamo percorrendo verso Nord la "duijn route" meravigliosa e desolata litoranea delle dune. Una strada stacca verso il mare ventoso fino alla spiaggia larghissima, forse duecento metri e più. Le dune sono coperte da una vegetazione fitta e bassa, ci sono lunghissime siepi di rosa rugosa, ormai spontanea, che diffondono nell'aria un estatico profumo. Un forte Napoleonico, ora acquario, sovrasta l'estrema punta nord del Noord Holland in prossimità di Huisduinen. Den Helder Rapido ed organizzato traghetto per isola di Texel (a/r € 28 in quattro con bici).
Pedaliamo fino a Den Hoorn e in graziosa viuzza (herenstraat), troviamo un bel bistrot-albergo (Loodsman's Welvaren) con un terrazzino esposto al "caldo sole olandese", dove tritiamo un panino con prosciutto di pecora e birra. In questa piacevole e verde campagna più che abitanti ci sono grosse pecore pelose e pigre dall'aspetto bovino.
Proseguiamo verso nord nel parco delle dune, lungo la costa occidentale fino a De Koog, poi con forte vento da Sud (tocchiamo i 42 Km/h) arriviamo a De Slufter, un'enorme insenatura del mare che con alta marea si infila tra le dune, popolate da una miriade di uccelli.
Torniamo e troviamo stanza a De Koog, una località turistica marina, dopo una giornata eccezionalmente assolata.
La casa che ci ospita è graziosa e assai curata, con sfoggio di tende, tendine e festoni rosetta e pastello. Visitiamo il paese e mangiamo al ristorante Argentino.
La notte sarà piovosa.

 
 
 3° tappa 
 
km 95: De Koog - Hoorn
 4° tappa 
 
km 86: Hoorn - Overveen
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28/05/2002 martedì De Koog - Hoorn, km. 95
Al risveglio ci facciamo notare tra brioches, caffèlatte, pane, marmellata, succhi di frutta, uova, formaggio, prosciutto, yogourth, fiocchi, cruesli, panspeziato, panmielato, ... presso l'affiliato e fiorente (fino a quel momento) Hotel Het Uilenbos. Si ritorna per un contorto percorso fino all'imbarco. Merenda al sole, in attesa del traghetto. Lasciamo l'isola di Texel per sbarcare a Den Helder, seguiamo l'argine da cui si vede un museo navale (sottomarino, dragamine, ecc) e via verso oriente (SS.99, Westerland, Hippolytuishoef).
Il tratto è poco interessante salvo le ciclopiche pale a vento di moderni impianti elettrici. Raggiungiamo e percorriamo alcuni Km dell'Aufsluit dijk (diga). Un'opera titanica.
E' lunga 30 Km, larga in superficie quanto due autostrade e il doppio sul fondo marino, a una profondità di 10 metri. Attraversiamo le Stevinsluizen, (chiuse dell'ing. Stevin) da cui con ponte girevole passano imbarcazioni, che permettono, con le basse maree, di evacuare a mare l'eccesso d'acqua che il fiume Ijssel ha accumulato nel lago-serbatoio Ijsselmeer (un tempo mare aperto). A questa diga è legata la lapide "Un popolo che vive costruisce il suo avvenire".
Pedaliamo potenti verso Sud, su una pista a tratti bella, tra canali e imbarcazioni da lavoro, house boat, pecore e mucche, a tratti meno quando segue la A7.
Perforare il vento diventa sempre più faticoso, così si sfrutta ogni scia, da quella di un potente ciclista olandese (indifferente a qualsiasi tempo), a quella di un trattore.
Birra e torta in un bar, quasi divorando anche la cameriera.
Dopo aver percorso 115 Km arriviamo a Den Hoorn. Bella, canali, ponti, porto, antichi barconi, gigantesche stadere per pesare i formaggi. Non riusciamo ad albergare nell'attraente house-boat di una vecchina che non ha posto per tutti, ma capitiamo in un alberghetto del centro storico (De Magnete in Kleine Oost 5).
Sono le 21.00, rischiamo di digiunare. I nostri ritmi mediterranei non sono ancora allineati con quelli olandesi. Troviamo alfine una rumorosa ma vivace birreria popolata di giovani e gnokke locali; ci fanno una Pizza margherita. Straordinaria la birra scura ! Buono il Jenever (liquore).
Ci stiamo ormai abituando ai ritmi del tipico atleta nordico: maciniamo Km, mangiamo come lupi, dormiamo come macigni.

 

 

 

29/05/2002 mercoledì Hoorn - Overveen, km 86
Il mattino solita colazione e, alle ore 09.00, ripartenza.
Sarà una giornata con vari rovesci di pioggia e vento contro. Dopo 26 Km arriviamo ad Edam, mercato dei formaggi, con canali, case con facciate decorate, ponte gobbo sul canale vicino al municipio, pioggia.
Volendam, bel paese molto turistico che si sviluppa su un argine, porto, porte delle case con fogge diverse, vetri smerigliati. Si riparte costeggiando una diga, vento e pioggerellina.
Purmerend: grande città con parchi sportivi immensi. Scendiamo verso sudovest in prossimità della A7 ed arriviamo nello Zaanse Schans sulle rive dello Zaan. Qui hanno conservato alcuni mulini a vento ancora funzionanti e ne hanno fatto un parco turistico. Interessante occasione per vedere il funzionamento di queste macchine e la loro utilità. Si trova anche un museo degli zoccoli, di ogni genere (olandesi, italiani, cinesi, per cavalli, da neve...) alternativi al cuoio non per il costo, ma per il particolare isolamento.
Proseguendo traghettiamo sul Nordzeekanal e tocchiamo Haarlem. Breve riposo in riva ad un canale tra piacevoli e verdi quartieri popolari.
Ormai ci tratteniamo a fatica. Nell'aria l'odore dell'arrivo... Bloeemendaaal... Overveen! L'auto del Turi appare all'orizzonte... siamo arrivati!
Il viaggio ciclistico si è felicemente concluso, con reciproca soddisfazione e strette di mano. Riponiamo bici e borsoni e ci accasciamo con libidinoso piacere nelle poltrone del TuriBus... haaaaa! ...casa!
Iniziamo il viaggio di ritorno.
Da Overveen (Haarlem) percorriamo la A9 verso oriente ma l'abbandoniamo a Ouderkerk (a sud di Amsterdam), per l'intenso traffico serale. Poi a Vinkeveen e Loenen. Il paesaggio è molto bello circondato da canali, boschi e centri nautici. Appena girato a sinistra per Loosdrecht troviamo sulla destra l'Hotel Noordzee, tipo america, costituito da una quindicina di casupole con entrata-cucina, bagno, camera con ampi finestroni. Non poteva mancare la grassa e vissuta proprietaria, ipertruccata, pelle imbiancata dalla cipria, profumante a 3 metri, simpatica e vogliosa di battute.
Anche stasera "riusciamo" a cenare, al rist. DE ETERIJ di Loenen, con piatti quasi locali di carne e pesce. La cameriera è piuttosto secca ma ci incuriosisce. Scopriremo che lo scorso inverno sciava sulle nevi della Val di Fassa.


29/05/2002 giovedì Lago di Loosdrechts - Passen - Verona
Prendiamo la via di Utrecht.
Appena fuori città parte il noto teatrino del "caffè-cappuccino-brioche, al primo bar del primo paese". Eccolo! No, no, vende mutande. Eccolo! No... è chiuso!
Percorriamo a ritroso la via dell'andata. Rivediamo con la luce il paesaggio olandese, poi germanico con estesi campi di colza verso Ulm, quindi le alpi austriache.
Usciamo dall'autostrada vicino a Hunteten-Beuerbach, saliamo il colle, sostiamo in un gasthof con grassi trattori dove gustiamo i piatti della valle del Reno.
Si riparte; sarà un piacere, dopo tanta pianura, rivedere i giganti delle Alpi. Arriveremo a casa alle ore 1:00 di venerdì 30/05/2002.