Verona, Mondiali di Ciclismo 1999

Gimondi e il Cannibale, Enrico Ruggeri
... vorrei dedicare la copertina di questa sezione ad una grande canzone di Enrico Ruggeri, "Gimondi e il Cannibale".
Vorrei farlo perché credo rappresenti in modo sublime l'essenza del ciclismo, le sue sensazioni, le sue interminabili sofferenze.
La Gazzetta dello Sport, organizzatrice del Giro d'Italia 2000, con una spendida decisione, l'ha scelta come "colonna sonora" della manifestazione: lo stesso farò io!!!
Poiché ritengo sia una sorta di "manifesto" del ciclismo, voglio pubblicarne il testo, e mettere a disposizione il formato Windows Media Player (qualità FM, mono).
 
clicca qui per ascoltare la canzone! Ho cercato di ridurre la qualità audio, per non ledere i diritti d'autore: nel caso, comunque, gli autori o la casa discografica ritenessero il contrario, sono disponibile a rimuovere i contenuti pubblicati.
Mondiali ciclismo Verona 1999
Nei giorni precedenti all'edizione 1999 dei Mondiali di ciclismo, Paolo Castagna (a destra di Cassani), e l'amico Giampaolo Fiocco, vero cicloamatore, grande passista (non come i MaiStraki, tanto fumo e niente arrosto), hanno trovato il mitico Davide Cassani in giro per la città, assieme a tutta la squadra di RaiSport (sono riconoscibili i capelli bianchi di De Zan, che parla con Ivana Vaccari, mentre sullo sfondo Alessandro Fabretti parla con la Alessandra De Stefano, che non si vede, ma... ragazzi, che air-bags!).
Da grande qual è, si è simpaticamente concesso per una foto con due suoi estimatori.
Vai avanti così Davide, che sei grande!
Gimondi e il Cannibale
La gola che chiede da bere
C'è un'altra salita da fare
Per me che sono fuggito subito
Rapporti che devo cambiare
Lo stomaco dentro al giornale
Per me e devo restare lucido
E quanta strada che verrà
Ma non mi avrai
Io non mi staccherò
Guarda alla tua ruota io ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
Di sicuro non arriva più qualcuno dei miei
Tutta quella gente che ti grida "Non ti fermare!"
E tu che mi vuoi lasciare
Non ci provare, non mi stancherò

Scivolano case tra persone fuori a guardare
Ci sarà riparo al vento lungo questo pavé
Ci sarà la polvere che nel respiro mi sale
Ma non mi potrò voltare
Non mi chiamare
Non risponderò

Ancora più solo di prima
C'è già il Cannibale in cima
E io, che devo volare a prenderlo
Sudore di gente dispersa
Di maglia di lingua diversa
Ma io, il cuore io voglio spenderlo
E quanto tempo passerà
In mezzo a noi ancora non lo so
Dietro alla tua ruota io ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
Di sicuro non ci sarà più qualcuno con noi
Devi dare tutto prima che ti faccia passare
Io non mi lascio andare
Non ci pensare, non mi staccherò

Scivolano vite due destini persi nel sole
L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole
Quando la strada sale
Non ti voltare, sai che ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole
Quando la strada sale
Non ti voltare, sai che ci sarò